16. November 2009

Due al prezzo di uno - Zwei zum Preis von einem

In attesa di altre foto da mettere oggi contemplazioni su una cosa che mi gira e rigira da quando sono in Italia.
Ho chiesto a persone diverse e nessuno mi sa dare una spiegazione sufficiente, ma la cosa più strana è che non se ne sono nemmeno accorti prima delle mie domande sul perchè.
Allora chiedo a voi lettori: Perchè, ma perchè in Italia il radoppiamento si usa ovunque, e cosa esattamente esprime?
Vi faccio qualche esempio:
Divani e Divani, Scarpe e Scarpe, Pasta e Pasta, Fiori e Fiori ecc.

Cosa ci devo capire? Scarpe belle e scarpe orrende? Divani acquistabili e divani che non ti potresti mai permettere? Pasta buona e pasta da sputare? A cosa esattamente serve questa sottolineazione del cavolo?


Seit ich in Italien angekommen bin, sehe ich diese Werbeflächen und Schilder und niemand kann mir eine Antwort auf meine Frage geben. Und merkwürdigerweise sind diejenigen, die ich frage, auch sehr verwundert, und stellen erst in jenem Moment fest, dass es doch eigentlich schon recht merkwürdig ist. Also frage ich doch mal offiziell rum, warum um alles in der Welt in Italien immer alles doppelt gemoppelt werden muss. Ich gebe euch mal ein Beispiel:
Schuhe und Schuhe, Sofas und Sofas, Pasta und Pasta, Blumen und Blumen etc.

Überall findet man diese dämlichen Namen für ein Geschäft, ein Restaurant oder was auch immer. Was soll ich denn darunter verstehen? Hübsche Schuhe und potthässliche Schuhe? Essbare und ungenießbare Pasta? Erschwingliche Sofas und unbezahlbare Sofas? Was soll das?

9. November 2009

verso nuovi orizzonti - neuen Horizonten entgegen

Un mese è passato. Un mese in cui sono successe tante cose, così tante che non saprei da dove cominciare. Oggi c'è stato il battesimo/ non battesimo di Diana. Battesimo perchè da oggi ha un padrino e una madrina che la accompagneranno attraverso la sua vita: Mauro e Anna. Non battesimo perchè i suoi genitori hanno deciso di non farla battezzare in chiesa. Le ragioni sono varie, e io vedo tutto molto da fuori, da chi effettivamente non ne fa parte. Per me il battesimo ha sempre solo avuto un significato sociale e non religioso, per cui vedo il ruolo di Mauro molto più mondano. Così il nostro regalo è stato un pensiero per il futuro, un simbolo dell'impegno che vogliamo metterci (Mauro come padrino, ma anche io come sua moglie che ci sta dietro) e le abbiamo aperto un conto di risparmio in banca dove metteremo dei soldi nei anni che verranno fino a quando non avrà 18 anni. In Germania è abbastanza comune come regalo, qua invece sembra di no. Ancora commossi per la serenità e le emozioni che ha portato la riunione a casa loro ci sorprendono di nuovo: Si aspetta bambino numero 3! Siamo felici, stupiti, increduli e pieni di sorrisi.
Siamo anche arrabbiati. Quando Diana stava per nascere noi siamo andati in Giappone per 5 mesi. Così abbiamo appena intravisto un filo di pancia della mamma e poi la piccola già nata che non poteva aspettare il nostro ritorno. E adesso?
Adesso che si aspetta il prossimo saremo di nuovo via! E sì. Un mese fa Mauro ha ricevuto l'offerta di aprire il dipartimento di Italianistica e occuparsi delle relazioni, dell'insegnamento e tutto all'università di La Paz. La Paz come Bolivia. Come 3600m di altitudine. E quando lo hanno accettato abbiamo festeggiato pienamente con vino e dolci e amici. Si va in Bolivia. Per adesso solo per 5 mesi, e io vedrò come potrò seguirlo. Mauro parte a febbraio e si deve addottorare entro gennaio, per cui vi immaginate con che peso sul collo sta scrivendo la tesi. Ma il lavoro è molto stimolante, viene pagato abbastanza bene, non si deve cercare un'appartamento lì perchè lo fanno loro e in più è il sogno della sua vita: Insegnare italiano a stranieri. Siamo felicissimi.
E così fra poco si aprirà un nuovo capitolo, le cose cambiano, il mondo gira, e come sempre mi viene la nostalgia e un po' di male al cuore quando vedo le cose che finiscono. Ma guardo in avanti: Potrò ammirare le Ande da molto vicino!

Ein Monat ist vorüber gegangen. Ein Monat voller Neuigkeiten, ich weiß gar nicht, wo ich anfangen soll.
Heute war die Taufe/ Nicht-Taufe der kleinen Diana. Taufe, weil sie ab heute nun einen Paten und eine Patin hat: Mauro und Anna. Nicht-Taufe, weil sie nicht im Namen der Kirche getauft wurde. Die Entscheidung ist den Eltern nicht leicht gefallen, und es gab viele Gründe, weshalb sie sich am Ende dagegen entschieden haben. Ich, die ich nicht religiös erzogen wurde, sehe die Problematik eher von außerhalb, und eine Taufe hatte für mich schon immer eher einen sozialen Wert. Daher sehe ich Mauros Rolle auch eher weltlich, und dementsprechend haben wir uns auch für ein symbolisches Geschenk entschieden, dass seinen (und auch meinen als seine Frau) Einsatz und Zugeneigtheit zeigen soll: Wir haben ihr ein Sparbuch eröffnet, auf das wir ab sofort etwas Geld einzahlen werden, bis sie schließlich an ihrem 18. Geburtstag entscheiden kann, was sie damit tun will. In Deutschland ist so etwas recht normal, hier in Italien war es etwas sehr Neues.
Noch von der kleinen Feier und den vielen Emotionen bewegt erwartet uns schon die nächste Überraschung. Die Familie Allora erwartet Kind Nummer 3! Wir sind überglücklich, überrascht, skeptisch und grinsen wie verrückt.
Wir sind aber auch nörgelig. Denn als die kleine Diana sich ankündigte, haben wir außer einem leichten Bauch nicht viel mitbekommen. Wir sind nämlich zu der Zeit in Japan gewesen, und als wir zurück gekommen sind, da war sie bereits auf der Welt, ungeduldig und ohne auf unsere Rückkehr zu warten.
Und nu? Tja, nun dass sich Nummer 3 anmeldet, werden wir schon wieder nicht da sein! Ja, denn Mauro hat vor etwa einem Monat ein Angebot bekommen, die Fakultät für Italianistik zu eröffnen, zu unterrichten und alles von Grund auf an aufzubauen: In La Paz. La Paz wie Bolivien, wie 3600 Meter über dem Meer. Als endlich die Zusage kam, haben wir natürlich gefeiert, denn es ist genau das, was er machen möchte: Unterrichten. Und wir sind überglücklich.
Im Moment ist der Job auf 5 Monate beschränkt, und es geht Anfang Februar los. So muss Mauro also spätestens im Januar seinen Doktor machen, denn sonst platzt alles. Dementsprechend ernst arbeitet er nun an seiner Arbeit.
Wie ich ihm folgen kann, werde ich sehen, sicherlich gehe ich nicht sofort mit, sondern komme nach. Aber das sehen wir in Ruhe, wenn es soweit ist. Die Arbeit ist auf jeden Fall gut bezahlt, man stellt ihm eine Wohnung zur Verfügung (nicht kostenlos) und er bekommt den Flug bezahlt.
Und so stehen wir mal wieder am Ende eines Abschnittes. Die Dinge ändern sich, die Welt dreht sich, und wie immer überkommt mich der Wunsch, alles anzuhalten, eine Art Schwermut, die die Dinge zu Ende gehen sieht. Doch ich versuche, nach vorne zu sehen: Ich werde mir die Anden von ganz nah ansehen!

10. Oktober 2009

Regine - Königinnen

La domenica scorsa Marco mi ha invitato ad un raduno in Valle d'Aosta che porta il nome lusingante di "Battaglia delle Regine". Le regine in questo caso sarebbeo delle vacche, che vengono portate a combattere e spingersi via.
Boh, ho pensato. Due vacche che combattono? Ma saranno ben tori, no? No, invece sono vacche. E chissà perchè ma mi immaginavo una ventina di vacche, mentre mi aspettavano attorno ai 300. E i combattimenti? Fenomenali. Uno non ci crede, ma sono davvero impressionanti. Siamo rimasti lì per tutta la giornata a guardare e mangiare, e a casa mi sono documentata bene. Pare che il regolarmento prevede che le vacche iscritte debbano essere incinta. E qua mi viene un dubbio. Ma saranno gli ormoni che le fanno diventare più aggressive?

due vacche in pieno combattimento - zwei Kühe beim Kampf


Letzten Sonntag hat mich Marco zu einer Veranstaltung eingeladen, das den schönen Namen "Kampf der Königinnen" trägt. Das Ganze findet im Aostatal statt und sieht vor, dass zwei Kühe miteinander kämpfen sollen, bis eine die andere weggeschoben hat und als Sieger hervor geht. Naja, dachte ich, das werden doch wohl eher Stiere sein, die da kämpfen? Aber nein, es waren Kühe. Und wenn mein naives Herz mit etwa 20 Kühen rechnete, musste ich dann doch mit Staunen feststellen, dass um die 300 Kühe angemeldet waren. Und die Kämpfe? Phänomenal, umwerfend, fantastisch. Beeindruckend, man glaubt es kaum. Am Abend habe ich mir die Regeln durchgelesen, und so wie es scheint, können nur trächtige Kühe eingeschrieben werden. Ob das mit den Hormonen zusammen hängt?

Un cartello "politically correct" che piacerà a Manu - Auf dem Schild steht: Den Durchgang für die "Rinderinnen" frei lassen.

27. September 2009

Sabato pomeriggio - Samstagnachmittag

Tutto è partito dall'idea di fare l'assistente a Marco che sta lavorando al suo progetto. Tenere pannelli, dare schede di memoria o batterie e portare la borsa. Chiarissimo. Ma i soggetti da fotografare sono veramente interessanti... e ieri è venuto fuori questo.
Fa impressione? Sì. Fa paura? Non veramente, ma ho moltissimo rispetto per questi animali. Se lo meritano.

Alles hat mit der Idee angefangen, Marco als Assistentin bei seinem Projekt zu helfen. Die Tasche tragen, die Paneele, Batterien auswechseln und Memorykarten austauschen. Alles ganz klar. Die zu fotografierenden Objekte sind allerdings wirklich interessant... und so ist gestern das hier dabei heraus gekommen.
Gänsehaut? Oh ja. Angst? Nicht wirklich, aber einen Heidenrespekt für diese Tiere. Den haben sie verdient.

31. August 2009

Un'anno! - Ein Jahr!

Ormai un anno fa ho cominciato ad arrampicare. Me lo ricordo ancora bene, l'eccitazione, la paura, la stanchezza nei muscoli e soprattutto nelle mani. La sensazione di invincibilità quando sono arrivata sopra e poi mi sono calata giù. Queste sensazioni sono in gran parte dovute a e merito di Marco, che mi ha insegnato e portato a provare e riprovare, anche se è difficile, anche se fa male. Ho imparato cosa potevo, cercato di vincere le paure, la stanchezza, e mi sono allenata in palestra. La forza manca anche oggi in molti punti, mentre sono riuscita col corso specifico ad imparare effettivamente la tecnica.

Il maestro spiega il masso - Der Lehrer erklärt den Felsblock

Ho fatto vie di più tiri, l'ultima prima di andare in Germania, ho imparato come si fanno le manovre di corda, e trovo che l'arrampicata mi regala tantissime emozioni, tantissimi momenti meravigliosi che non voglio mai più perdere. Non c'è modo migliore per apprezzare di aver superato i propri limiti, o anche no, che arrivare stravolto alla sera in casa, farsi la doccia e poi addormentarsi con le mani indolenzite che sognano ancora le prese. È fatica? Sì. Si migliora di continuo? Assolutamente no. Bisogna starci dietro, mai mollare, fare esercizi e poi con ogni nuova via, ogni momento superare la paura della caduta, del farsi male, del "non farcela".

riscaldamento - Aufwärmübungen

Non sempre si riesce, a momenti mi trovo attaccata alla roccia, incapace di salire o scendere per la paura, ma sono momenti molto brevi, e poi in qualche modo si esce sempre. E non ci sono sguardi cattivi, commenti come "non sei salita", solo il tuo orgoglio ferito che ti fa notare che non hai fatto per paura cosa ti sarebbe riuscito senza problemi. E allora devi vincere contro di te, non contro la roccia, o gli altri. Perchè l'arrampicata è per forza uno sport di gruppo, si diverte di più quando si è in tanti, e attraverso la palestra ho trovato gente che ci porta spesso a sfidare la roccia insieme. Ne sono veramente felice, e l'arrampicata non sarebbe per me quello è che se non fosse anche merito loro. Per cui vi ringrazio tutti quanti qua, Marco e Paolo, il team della mia palestra, il mio Mauso che viene sempre con noi e prova tutto, e il mio maestro personale Marco.

Riki si scalda sul lato B del Kosterlitz - Riki wärmt sich auf Seite B des Kosterlitz auf

Marco sale in opposizione, la sua posizione della giornata - Marco übt sich in seiner Lieblingskletterposition

Quasi uscito cade lo stesso - Obwohl fast angekommen fällt er trotzdem

Per festeggiare questo anno siamo andati a fare un giro nella valle Orco, la valle di cui mi hanno sempre parlato sottovoce, con quel tono spaventato, quella valle dalle vie difficilissime. Tanto vale allora andare a provare!
Abbiamo scelto come prima tappa il masso Kosterlitz con la famosa fessura. Come si capisce subito dalle foto, di una salita in libera non se ne parla per nessuno di noi, senza la corda sarebbe stato impossibile. La fessura si faceva incastrando le mani dentro e tirano su i piedi, alternando così mani e piedi mentre si sale. Un incubo!

La fessura cattiva punisce l'arrampicatore - Die fiese Spalte bestraft die härtesten Kletterer

Ma udite udite, ci sono riuscita! Con tante pause pe ril dolore atroce nelle mani e la stanchezza, ma alla fine sono salita. E prima di spostarci ci è anche riuscito Mauro.
Seconda tappa la pietra filosofale a pochi passi, un masso molto grande con diverse vie. A noi interessava effettivamente solo la via del camino con la corda dall'alto, per cui bisognava salire una delle vie e poi portarsi dietro la corda per il camino. Avevo pensato di salire io da prima (mai avrei pensato di essere capace solo un anno fa!), ma come spesso succede, quando uno pensa una cosa la sorte ne pensa un'altra. A metà via un tetto con pancia che mi bloccano, non riesco a raggiungere il prossimo chiodo, sono molto sopra l'ultimo, non riesco ad tirarmi in piedi, la paura cresce, e alla fine sono scesa. Meno male però, anche Marco ha avuto dei probemi a salire, il che mi tranquilizza. Accetto che oggi non tutto può andare benone.

Marco appeso come un prosciutto - Marco hängt in den Seilen

Ci spostiamo verso il camino, e ovviamente lo provo, tirando giù santi e cristonando quanto ne avevo. Ma che posizione bastarda che si deve tenere a salire! Ma anche qua esco sana e salva, tocco la catena e mi faccio calare.
Le scapole fanno male, le mani sono gonfie dalla fessura Kosterlitz, le spalle sentono gli sforzi, ma dopo un anno posso dire che sono migliorata parecchio. Allora al prossimo anno! Alè!

Marco già a metà via, il primo di noi che ci riesce - Marco hat bereits die Hälfte geschafft, und so weit war noch keiner von uns gekommen

Marco esce dalla Kosterlitz - Marco am Ende der Kosterlitz

Vor nunmehr genau einem Jahr habe ich das Klettern für mich entdeckt. Ich erinnere mich genau an das erste Mal, die Emotionen, die Aufregung, die Angst und der Muskelkater in Armen und Händen am Tag darauf. Das Gefühl, unbesiegbar zu sein, wenn man schließlich am Endpunkt angekommen ist und sich abseilen lässt. All diese Erfahrungen und Gefühle verdanke ich zum großen Teil Marco, der mir die Grundlagen beigebracht hat und mich überredet hat, auch dann weiter zu machen, wenn es vielleicht weh tut oder die Angst unüberwindbar scheint. Ich habe gelernt, was ich nur lernen konnte, versucht, meine Ängste und die Müdigkeit zu besiegen, und ich habe angefangen, in die Kletterhalle zu gehen. Auch heute noch fehlt mir oft einfach die Kraft, doch dank eines speziellen Kurses habe ich die Technik gelernt und mich verbessert. Ich habe Alpenkletterwege mit verschiedenen Längen beklettert, die Seilmanöver gelernt und festgestellt, dass das Klettern mir unglaublich viel gibt. Sie ist inzwischen so wichtig geworden, dass ich nicht mehr ohne sein möchte. Es gibt nichts Schöneres, um seine eigenen Grenzen zu überwinden, oder auch nicht, und dann abends völlig fertig zu Hause anzukommen, zu duschen und dann einzuschlafen, während die schmerzenden Hände von den verschiedenen Griffe träumen. Ist es anstrengend? Ja. Verbessert man sich ständig? Nein. Man muss sich immer weiter treiben, nie aufgeben, immer von neuem versuchen und dabei auch Rückschläge einstecken. Es gilt, die Angst des Fallens zu überwinden, die Angst des "ich schaff es nicht", die Angst, sich weh zu tun.

Riki prova la Kosterlitz - Riki versucht die Kosterlitz

Nicht immer gelingt es mir, schon oft ist es passiert, dass ich voller Angst mitten auf der Route feststeckte, weder vor noch zurück kam und die Angst mich überrannte, doch es sind bis jetzt nur wenige Momente gewesen, die ich auch alle überwunden habe. Und es gibt keine bösen Blicke, kein "Du hast es nicht geschafft" anderer, nur dein eigener verletzter Stolz sagt dir, dass du gerade aus Angst das nicht konntest, was du normalerweise ohne Probleme leistest. Dein Gegner bist du selbst, nicht der Fels, und auch nicht die anderen. Denn das Klettern ist ein Gruppensport, man hat Spaß dabei, und in meiner Kletterhalle habe ich eine Menge Leute kennen gelernt, die uns oft mitnehmen, den Fels heraus zu fordern und uns zu messen. Ich bin sehr sehr glücklich darüber, denn ohne sie wäre das Klettern sicherlich nicht das, was es für mich ist. Daher will ich allen danken, Marco und Paolo, dem Team meiner Kletterhalle, meinem Mauso, das stets mit uns kommt, und alles versucht, und meinem persönlichen Lehrer Marco.

Manca poco per me, ma che dolore! - Fast geschafft, aber was für Schmerzen!

Marco quasi in cima della Kosterlitz, tutto in opposizione - Marco ist fast oben angekommen

Mauro prova la fessura - Mauro versucht sich an der Felsspalte

Zur Feier des Tages sind wir ins Valle Orco gefahren, einem Tal, über dessen Wege man nur flüsternd und geheimnisvoll sprach, das Tal der superschweren Kletterwege. Na dann muss man doch da mal hin!
Als erstes haben wir den Brocken Kosterlitz mit seiner berühmten Felsspalte versucht. Wie man aus den Fotos unschwer erkennt, kann bei keinem von uns von einem sauberen Beklettern gesprochen werden, ohne Seil von oben wären wir bereits alle tot. Die Spalte wird beklettert, indem man abwechselnd Hände und Füße darin einklemmt und sich dann nach oben arbeitet. Ein Alptraum!

spingi spingi - kraxel kraxel

Doch hört hört, ich bin da hoch geklettert! Mit vielen Pausen und schrecklichen Schmerzen in den Händen, aber zum Schluss war ich oben. Und bevor wir dann weiter gezogen sind, ist auch das Mauso oben angekommen.

che stress! - Was für ein Stress!

Danach gings weiter zur Pietra Filosofale, wo uns ein Kamin erwartete. Da allerdings das Seil von oben eingehakt werden musste, habe ich mich entschieden, einen anderen Weg zu erklettern und dabei das zweite Seit mitzunehmen, um es dann einmal oben in die Kette des Kamins einzuhängen. Doch es kam, wie es kommen musste, an einer Stelle war es vorbei für mich, eine schwierige Passage, 30 cm über dem letzten Felshaken, Angst zu fallen, und ich bin lieber wieder herunter gekommen. Dan gehts auf zum Kamin, und natürlich versuche ich, schimpfe dabei wie ein Rohrspatz, doch schließlich kann ich diese absurden Fußstellungen einigermaßen abwechseln und komme hoch.

Mauro striscia in alto - Das Mauso kämpft sich hoch

Heute tun mir die Schulterblätter weh, die Hände sind von der Felsspalte Kosterlitz noch geschwollen, die Schultern und Arme jaulen Muskelkater, doch ein Jahr ist vorbei, und ich weiß, ich bin besser geworden.
Also auf das nächste! Alè!

Marco incastra tutto - Marco klemmt alles fest

senza mani! - Ohne Hände!

Vista sulla Valle Orco, che meraviglia - Blick auf das schöne Valle Orco

13. August 2009

Yeah

10. Juli 2009

ma porco... - Schwein gehabt

Direttamente dalla Stampa:
E' passato con il rosso all'incrocio di corso Dante. Rumore di zoccoli, fiatone, auto che inchiodano, gente incredula: «Ma quello è un cinghiale!». Precisamente: un cinghiale nel sottopassaggio di corso Massimo D'Azeglio.
Ah ah ah ah ah ah! Oddio, era sotto casa mia!!!


Per chi fosse interessato c'è anche il video della corsa nel tunnel:

Direkt aus der Zeitung:
Es hat die Straße bei Rot überquert. Das Trappeln von Hufen, ein schwerer Atem, das Quietschen von Autoreifen und ungläubige Menschen auf der Straße. "Aber das ist doch ein Wildschwein!" Genauer genommen: Ein Wildschwein in corso Massimo.

Leute, das ist direkt vor meiner Haustür!!! Hahahahahahahahaha!!!

Für Interessierte oben der Link zu einem Video des armen Tiers.