Ormai un anno fa ho cominciato ad arrampicare. Me lo ricordo ancora bene, l'eccitazione, la paura, la stanchezza nei muscoli e soprattutto nelle mani. La sensazione di invincibilità quando sono arrivata sopra e poi mi sono calata giù. Queste sensazioni sono in gran parte dovute a e merito di Marco, che mi ha insegnato e portato a provare e riprovare, anche se è difficile, anche se fa male. Ho imparato cosa potevo, cercato di vincere le paure, la stanchezza, e mi sono allenata in palestra. La forza manca anche oggi in molti punti, mentre sono riuscita col corso specifico ad imparare effettivamente la tecnica.
Il maestro spiega il masso - Der Lehrer erklärt den FelsblockHo fatto vie di più tiri, l'ultima prima di andare in Germania, ho imparato come si fanno le manovre di corda, e trovo che l'arrampicata mi regala tantissime emozioni, tantissimi momenti meravigliosi che non voglio mai più perdere. Non c'è modo migliore per apprezzare di aver superato i propri limiti, o anche no, che arrivare stravolto alla sera in casa, farsi la doccia e poi addormentarsi con le mani indolenzite che sognano ancora le prese. È fatica? Sì. Si migliora di continuo? Assolutamente no. Bisogna starci dietro, mai mollare, fare esercizi e poi con ogni nuova via, ogni momento superare la paura della caduta, del farsi male, del "non farcela".
riscaldamento - AufwärmübungenNon sempre si riesce, a momenti mi trovo attaccata alla roccia, incapace di salire o scendere per la paura, ma sono momenti molto brevi, e poi in qualche modo si esce sempre. E non ci sono sguardi cattivi, commenti come "non sei salita", solo il tuo orgoglio ferito che ti fa notare che non hai fatto per paura cosa ti sarebbe riuscito senza problemi. E allora devi vincere contro di te, non contro la roccia, o gli altri. Perchè l'arrampicata è per forza uno sport di gruppo, si diverte di più quando si è in tanti, e attraverso la palestra ho trovato gente che ci porta spesso a sfidare la roccia insieme. Ne sono veramente felice, e l'arrampicata non sarebbe per me quello è che se non fosse anche merito loro. Per cui vi ringrazio tutti quanti qua, Marco e Paolo, il team della mia palestra, il mio Mauso che viene sempre con noi e prova tutto, e il mio maestro personale Marco.
Riki si scalda sul lato B del Kosterlitz - Riki wärmt sich auf Seite B des Kosterlitz auf
Marco sale in opposizione, la sua posizione della giornata - Marco übt sich in seiner Lieblingskletterposition
Quasi uscito cade lo stesso - Obwohl fast angekommen fällt er trotzdemPer festeggiare questo anno siamo andati a fare un giro nella valle Orco, la valle di cui mi hanno sempre parlato sottovoce, con quel tono spaventato, quella valle dalle vie difficilissime. Tanto vale allora andare a provare!
Abbiamo scelto come prima tappa il masso Kosterlitz con la famosa fessura. Come si capisce subito dalle foto, di una salita in libera non se ne parla per nessuno di noi, senza la corda sarebbe stato impossibile. La fessura si faceva incastrando le mani dentro e tirano su i piedi, alternando così mani e piedi mentre si sale. Un incubo!
La fessura cattiva punisce l'arrampicatore - Die fiese Spalte bestraft die härtesten KlettererMa udite udite, ci sono riuscita! Con tante pause pe ril dolore atroce nelle mani e la stanchezza, ma alla fine sono salita. E prima di spostarci ci è anche riuscito Mauro.
Seconda tappa la pietra filosofale a pochi passi, un masso molto grande con diverse vie. A noi interessava effettivamente solo la via del camino con la corda dall'alto, per cui bisognava salire una delle vie e poi portarsi dietro la corda per il camino. Avevo pensato di salire io da prima (mai avrei pensato di essere capace solo un anno fa!), ma come spesso succede, quando uno pensa una cosa la sorte ne pensa un'altra. A metà via un tetto con pancia che mi bloccano, non riesco a raggiungere il prossimo chiodo, sono molto sopra l'ultimo, non riesco ad tirarmi in piedi, la paura cresce, e alla fine sono scesa. Meno male però, anche Marco ha avuto dei probemi a salire, il che mi tranquilizza. Accetto che oggi non tutto può andare benone.
Marco appeso come un prosciutto - Marco hängt in den SeilenCi spostiamo verso il camino, e ovviamente lo provo, tirando giù santi e cristonando quanto ne avevo. Ma che posizione bastarda che si deve tenere a salire! Ma anche qua esco sana e salva, tocco la catena e mi faccio calare.
Le scapole fanno male, le mani sono gonfie dalla fessura Kosterlitz, le spalle sentono gli sforzi, ma dopo un anno posso dire che sono migliorata parecchio. Allora al prossimo anno! Alè!
Marco già a metà via, il primo di noi che ci riesce - Marco hat bereits die Hälfte geschafft, und so weit war noch keiner von uns gekommen
Marco esce dalla Kosterlitz - Marco am Ende der KosterlitzVor nunmehr genau einem Jahr habe ich das Klettern für mich entdeckt. Ich erinnere mich genau an das erste Mal, die Emotionen, die Aufregung, die Angst und der Muskelkater in Armen und Händen am Tag darauf. Das Gefühl, unbesiegbar zu sein, wenn man schließlich am Endpunkt angekommen ist und sich abseilen lässt. All diese Erfahrungen und Gefühle verdanke ich zum großen Teil Marco, der mir die Grundlagen beigebracht hat und mich überredet hat, auch dann weiter zu machen, wenn es vielleicht weh tut oder die Angst unüberwindbar scheint. Ich habe gelernt, was ich nur lernen konnte, versucht, meine Ängste und die Müdigkeit zu besiegen, und ich habe angefangen, in die Kletterhalle zu gehen. Auch heute noch fehlt mir oft einfach die Kraft, doch dank eines speziellen Kurses habe ich die Technik gelernt und mich verbessert. Ich habe Alpenkletterwege mit verschiedenen Längen beklettert, die Seilmanöver gelernt und festgestellt, dass das Klettern mir unglaublich viel gibt. Sie ist inzwischen so wichtig geworden, dass ich nicht mehr ohne sein möchte. Es gibt nichts Schöneres, um seine eigenen Grenzen zu überwinden, oder auch nicht, und dann abends völlig fertig zu Hause anzukommen, zu duschen und dann einzuschlafen, während die schmerzenden Hände von den verschiedenen Griffe träumen. Ist es anstrengend? Ja. Verbessert man sich ständig? Nein. Man muss sich immer weiter treiben, nie aufgeben, immer von neuem versuchen und dabei auch Rückschläge einstecken. Es gilt, die Angst des Fallens zu überwinden, die Angst des "ich schaff es nicht", die Angst, sich weh zu tun.
Riki prova la Kosterlitz - Riki versucht die KosterlitzNicht immer gelingt es mir, schon oft ist es passiert, dass ich voller Angst mitten auf der Route feststeckte, weder vor noch zurück kam und die Angst mich überrannte, doch es sind bis jetzt nur wenige Momente gewesen, die ich auch alle überwunden habe. Und es gibt keine bösen Blicke, kein "Du hast es nicht geschafft" anderer, nur dein eigener verletzter Stolz sagt dir, dass du gerade aus Angst das nicht konntest, was du normalerweise ohne Probleme leistest. Dein Gegner bist du selbst, nicht der Fels, und auch nicht die anderen. Denn das Klettern ist ein Gruppensport, man hat Spaß dabei, und in meiner Kletterhalle habe ich eine Menge Leute kennen gelernt, die uns oft mitnehmen, den Fels heraus zu fordern und uns zu messen. Ich bin sehr sehr glücklich darüber, denn ohne sie wäre das Klettern sicherlich nicht das, was es für mich ist. Daher will ich allen danken, Marco und Paolo, dem Team meiner Kletterhalle, meinem Mauso, das stets mit uns kommt, und alles versucht, und meinem persönlichen Lehrer Marco.
Manca poco per me, ma che dolore! - Fast geschafft, aber was für Schmerzen!
Marco quasi in cima della Kosterlitz, tutto in opposizione - Marco ist fast oben angekommen
Mauro prova la fessura - Mauro versucht sich an der FelsspalteZur Feier des Tages sind wir ins Valle Orco gefahren, einem Tal, über dessen Wege man nur flüsternd und geheimnisvoll sprach, das Tal der superschweren Kletterwege. Na dann muss man doch da mal hin!
Als erstes haben wir den Brocken Kosterlitz mit seiner berühmten Felsspalte versucht. Wie man aus den Fotos unschwer erkennt, kann bei keinem von uns von einem sauberen Beklettern gesprochen werden, ohne Seil von oben wären wir bereits alle tot. Die Spalte wird beklettert, indem man abwechselnd Hände und Füße darin einklemmt und sich dann nach oben arbeitet. Ein Alptraum!
spingi spingi - kraxel kraxelDoch hört hört, ich bin da hoch geklettert! Mit vielen Pausen und schrecklichen Schmerzen in den Händen, aber zum Schluss war ich oben. Und bevor wir dann weiter gezogen sind, ist auch das Mauso oben angekommen.
che stress! - Was für ein Stress!Danach gings weiter zur Pietra Filosofale, wo uns ein Kamin erwartete. Da allerdings das Seil von oben eingehakt werden musste, habe ich mich entschieden, einen anderen Weg zu erklettern und dabei das zweite Seit mitzunehmen, um es dann einmal oben in die Kette des Kamins einzuhängen. Doch es kam, wie es kommen musste, an einer Stelle war es vorbei für mich, eine schwierige Passage, 30 cm über dem letzten Felshaken, Angst zu fallen, und ich bin lieber wieder herunter gekommen. Dan gehts auf zum Kamin, und natürlich versuche ich, schimpfe dabei wie ein Rohrspatz, doch schließlich kann ich diese absurden Fußstellungen einigermaßen abwechseln und komme hoch.
Mauro striscia in alto - Das Mauso kämpft sich hochHeute tun mir die Schulterblätter weh, die Hände sind von der Felsspalte Kosterlitz noch geschwollen, die Schultern und Arme jaulen Muskelkater, doch ein Jahr ist vorbei, und ich weiß, ich bin besser geworden.
Also auf das nächste! Alè!
Marco incastra tutto - Marco klemmt alles fest
senza mani! - Ohne Hände!
Vista sulla Valle Orco, che meraviglia - Blick auf das schöne Valle Orco